Il dolore della famiglia
Di Rossella Liguori
Non riesce a parlare. L’orrore che ha vissuto ha spezzato e soffocato le parole in gola. Solo sussurri e pianti in cui si mescolano dolore, incredulità, rabbia. La moglie di Gaetano Russo, massacrato a coltellate per difendere la figlia da un uomo, Andrea Sirica, 34 anni, pluripregiudicato e tossicodipendente, prende un foglio bianco, una penna e lascia delle tracce. Delle frasi confuse scritte con un tratto incerto. Anche la mano fa fatica a sorreggere parole che non posso descrivere un corpo lasciato a terra, le urla, il sangue. Minuti di vite distrutte ed una famiglia dilaniata. «Chiederemo l’ergastolo. Si tratta di un omicidio violento ed efferato». A parlare è il legale della famiglia Russo, l’avvocato Giovanni Annunziata.
La linea della difesa
«Punterò ad ottenere le due contestazioni alle aggravati che credo siano fondamentali – dice – Parlo dell’aggravante dei motivi abbietti e futili e della efferatezza dell’omicidio. L’autopsia, che è stata disposta nei prossimi giorni dal Pm, ha la funzione di accertare proprio questo, anche in base alla profondità delle ferite inferte. È un omicidio violento, efferato. Sarò a presidiare perché vengano contestate le giuste aggravanti di questo reato. È chiaro che come avvocato non posso che sperare si arrivi ad una sentenza con una pena dell’ergastolo perché è compatibile con questa condotta. Un soggetto che ha deciso deliberatamente di uccidere una persona. La famiglia di Gaetano Russo sta vivendo una condizione umana inenarrabile. La moglie, i figli, sono sotto shock. Sicuramente, immaginare di poter prevedere un reato di questa portata, sulla base di una valutazione di pericolosità è solo retorico. Non si può pensare di arginare una condotta del genere, ma si può ottenere una sentenza esemplare».
Le indagini
Le indagini sono condotte dal commissariato della polizia di Stato di Sarno, col vice questore Pio D’Amico, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, col Pm Federica Loconte. La furia omicida si è scatenata nella notte tra lunedì e martedì. Da una prima ricostruzione, Sirica è arrivato in via Paolo Falciani, a ridosso di piazza Sabotino, e ha suonato al citofono. Gaetano aveva appena finito di lavorare nel laboratorio, era pronto a chiudere e andare a casa, al piano di sopra. La figlia 19enne si è avvicinata e ha aperto. Un gesto di fiducia, di accoglienza, come spesso facevano con quell’uomo problematico quando gli davano un pasto caldo e dell’acqua.
L’altra notte, però, quel gesto di altruismo si è rivelato fatale. Da quanto raccontato, il 34enne, in evidente stato di alterazione, forse determinato dal consumo di sostanze stupefacenti (si attendono i riscontri degli esami), avrebbe iniziato a inveire contro la ragazza, a quel punto Russo sarebbe intervenuto per difendere la figlia e metterla al sicuro. Sirica avrebbe impugnato il coltello prelevandolo dal bancone e si sarebbe scagliato contro il 61enne. Un colpo dopo l’altro, completamente fuori controllo, con una violenza che ha lacerato il corpo di Gaetano. La figlia avrebbe tentato di fermare il killer, supplicando di smettere, gli si sarebbe anche attaccata al collo per bloccarlo, tanto da rimanere ferita a una mano. Poi, si è barricato nel negozio con accanto il corpo senza vita del panettiere. Le forze dell’ordine hanno dovuto sfondare le vetrate per bloccarlo. Una volta fuori, alcuni presenti lo hanno assalito e ha rischiato il linciaggio. Attimi di terrore ripresi dalla telecamera di un cellulare.
L’ipotesi della rapina e gli accertamenti
Gli inquirenti indagano anche sull’ipotesi di un tentativo di rapina, si cerca di capire se il 34enne abbia cercato di portare via soldi dalla cassa. Questo cambierebbe in parte lo scenario nel quale si è consumata la tragedia. Il 34enne potrebbe rispondere di omicidio volontario. Già la prossima settimana dovrebbe essere eseguito l’esame autoptico sul corpo del commerciante, che potrebbe chiarire ulteriori ombre. Si attendono ancora riscontri. Il 34enne nel corso dell’interrogatorio nella sede del commissariato ha dato in escandescenza procurandosi delle ferite tanto da richiedere il trasporto in ospedale dove è stato piantonato. Dalle indiscrezione sembrerebbe fosse seguito, a causa delle sue dipendenze, dal Serd di Nocera Inferiore, ma che da tempo non si presentasse ai colloqui periodici.


