La protesta contro il caro gasolio coinvolge autostrade e snodi commerciali tra Napoli, Caserta e Salerno. Problemi nelle consegne di prodotti freschi, mentre per il 22 ottobre è annunciata una manifestazione davanti alla Regione Campania.
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti mette in difficoltà anche la distribuzione alimentare in Campania. Dopo giorni di presidi e blocchi lungo le principali arterie stradali, i ritardi nelle consegne cominciano a pesare sui supermercati, soprattutto per frutta, verdura e altri prodotti freschi. Intanto, per oggi, martedì 20 ottobre, è previsto un confronto tra il governo e le rappresentanze del settore.
La mobilitazione, che coinvolge anche agricoltori e altre categorie produttive, ha interessato l’autostrada A1 tra Napoli e Caserta, l’A30 Caserta-Salerno e diversi collegamenti della provincia di Salerno. Ieri i manifestanti hanno raggiunto anche il porto commerciale di Napoli, bloccando il varco Bausan.
Supermercati e rifornimenti, le conseguenze della protesta
Le difficoltà non riguardano più soltanto la circolazione. Nel Casertano, i blocchi hanno ostacolato le operazioni di carico e scarico delle derrate alimentari nei magazzini della grande distribuzione.
In alcuni supermercati della Campania si registrano scaffali meno riforniti, in particolare nei reparti dedicati ai prodotti freschi. I ritardi mettono in difficoltà anche le aziende agricole, che rischiano di non riuscire a consegnare merci facilmente deperibili.
Il Codacons ha richiamato l’attenzione su due possibili conseguenze: ulteriori carenze di prodotti essenziali e rincari ingiustificati lungo la filiera commerciale.
Non si tratta, però, di una situazione uniforme in tutti i punti vendita della regione. Le criticità segnalate dipendono dai singoli approvvigionamenti e dalla durata delle interruzioni.
Tir fermi tra Napoli, Caserta e Salerno
Lunedì 19 ottobre la protesta ha provocato pesanti rallentamenti sull’A1 Milano-Napoli, soprattutto in direzione Roma, nell’area di Capua e Caserta Nord.
Durante la notte era stato temporaneamente chiuso anche il collegamento con l’A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Napoli.
Nella provincia di Salerno i presidi hanno interessato gli svincoli di Sarno, Nocera-Pagani e Castel San Giorgio sull’A30, oltre a Eboli, Campagna, Contursi, Pontecagnano Sud e Sicignano degli Alburni sull’A2 del Mediterraneo.
In diverse aree i camion sono rimasti fermi ai lati della carreggiata, consentendo il passaggio delle automobili. In altri punti, invece, la presenza dei mezzi pesanti ha determinato code e limitazioni alla circolazione.
Caro gasolio, perché protestano gli autotrasportatori
Al centro della mobilitazione c’è l’aumento dei costi di gestione delle imprese di trasporto.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riferiti al 19 ottobre, il prezzo medio del gasolio era di2,257 euro al litro sulla rete stradale e 2,297 euro in autostrada.
Gli autotrasportatori chiedono interventi per ridurre il peso dei carburanti sulle attività economiche. Alle rivendicazioni si aggiungono quelle degli agricoltori, alle prese con il rincaro delle materie prime e delle spese di produzione.
La protesta si è estesa anche ad altre regioni del Mezzogiorno, tra cui Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Sicilia.
Oggi il tavolo con Salvini, il 22 ottobre manifestazione in Regione
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha anticipato a martedì 20 ottobre il confronto con le rappresentanze degli autotrasportatori, coinvolgendo anche le sigle autonome di diverse regioni meridionali.
L’incontro dovrà affrontare le richieste del settore e le possibili risposte del governo all’aumento dei costi.
In Campania, intanto, è stata annunciata pergiovedì 22 ottobre una manifestazione davanti alla sede della Regione.
La mobilitazione resta quindi una questione che coinvolge trasporti, commercio e produzione agricola, con conseguenze già visibili sulla distribuzione delle merci.
Per chi deve mettersi in viaggio, la situazione della viabilità richiede verifiche aggiornate prima della partenza: le chiusure e le code segnalate lunedì non possono essere considerate automaticamente ancora in corso nella giornata di martedì.



