Il provvedimento del governo prevede anche lo stop a mutui e tributi e la proroga degli affitti per le famiglie sotto i 28mila euro di reddito. Musumeci rilancia il tema più delicato: la delocalizzazione volontaria.
Un miliardo di euro in dieci anni per i Campi Flegrei e la regia dell’emergenza bradisismica affidata al presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Sono i due pilastri del decreto approvato dal Consiglio dei ministri e illustrato dal ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci. Il fondo pluriennale sarà diviso a metà tra edifici pubblici e privati.
Adeguamento sismico: chi paga e quanto
I proprietari che ne faranno formale richiesta potranno mettere in sicurezza la propria casa con il contributo dello Stato. La copertura è del 70 per cento, mentre il restante 30 resta a carico del privato. Se il reddito dichiarato non supera i 28mila euro, lo Stato si fa carico dell’intera spesa.
Stop a mutui, tributi e sfratti
Tributi e contributi sono sospesi dal 31 luglio al 30 novembre 2026. La sospensione dei mutui va invece dal 31 luglio 2026 al 31 dicembre 2027. Per le famiglie con reddito inferiore a 28mila euro, i contratti di affitto a uso abitativo in scadenza tra ottobre 2026 e ottobre 2027 vengono prorogati di due anni, «purché non ci sia un titolo esecutivo».
I contributi alle imprese, ha spiegato Musumeci, saranno valutati caso per caso dal commissario con provvedimenti autonomi, nei limiti delle risorse disponibili.
Fico commissario, corsia veloce per le vie di fuga
La scelta di affidare i poteri commissariali al governatore era stata sollecitata dai sindaci dell’area. Il presidente della Regione, ha sintetizzato il ministro, «risponde del cosa, del come e del quando». Infrastrutture strategiche e vie di fuga seguiranno procedure accelerate, sottratte alla frammentazione delle competenze. Il Parlamento riceverà ogni anno una relazione pubblica sullo stato degli interventi.
Per Fico il decreto porta «un cambiamento significativo del modello di governo del territorio per la gestione del fenomeno bradisismico».
Niente nuove cubature, nemmeno per le attività produttive
Nell’area era già vietato costruire nuove abitazioni, misura recepita anche da una legge regionale. Ora lo stop si estende ai volumi destinati ad attività di produzione e lavoro, tenendo conto caso per caso di localizzazione e contesto.
Il nodo della delocalizzazione
Musumeci guarda oltre il decreto e apre al trasferimento, su base volontaria e con incentivi, di chi vive negli immobili più vulnerabili o nelle zone a maggiore rischio, come già avvenuto a Ischia. La procedura, che prevede indennizzi, è ancora da definire. «È un tema politicamente delicatissimo, ma una legge di lungo periodo ha il dovere almeno di immaginarlo e di disciplinarlo», ha detto il ministro.
Il suolo continua a salire
Il contesto resta delicato. Secondo l’ultimo bollettino settimanale dell’Osservatorio Vesuviano, sede napoletana dell’Ingv, il sollevamento del suolo prosegue a una media di circa 10 millimetri al mese, un ritmo stabile da febbraio.
«Lo Stato non promette una impossibile eliminazione del rischio», ha avvertito Musumeci. Si assume però il compito di ridurre esposizione e vulnerabilità e di preparare la popolazione a un eventuale allontanamento.



