HomeSalernoAgro Sarnese NocerinoIncendio Termoplast, parla il titolare Russo

Incendio Termoplast, parla il titolare Russo

Termoplast, il titolare: “60 operai senza lavoro”

«La magistratura fa il suo corso, attendiamo di capire cosa sia accaduto davvero ed in che modo sia partito l’incendio. Intanto ci sono 60 operai senza lavoro. Si è incendiato e distrutto tutto si è salvata solo la palazzina uffici. Ci sono indagini in corso e dobbiamo attendere l’autorizzazione della magistratura. Per noi è fondamentale far ripartire gli uffici amministrativi altrimenti l’azienda collasserà».A parlare, intervistato dall’emittente televisiva Telenuova, è Gianmauro Russo, titolare della Termoplast, l’azienda devastata dallo spaventoso rogo sviluppatosi nella notte tra domenica e lunedì.

Il furgone bianco ritrovato a Lavorate

Le indagini degli agenti del locale commissariato di polizia di Stato continuano a ritmo serrato. La svolta è arrivata nella serata di martedì col ritrovamento a Masseria Medici, nella frazione di Lavorate, del furgone bianco che sarebbe stato utilizzato dall’attentatore. Sulla matrice dolosa del rogo non ci sono ormai più dubbi ed ora le indagini si starebbero concentrando su più ambiti non escludendo quello familiare. Le risposte le daranno sicuramente gli accertamenti sul furgone rinvenuto nell’area periferica di Sarno.

Era stato giàripreso dalle telecamere di videosorveglianzadella zona industriale; gli occhi elettronici, infatti, avevano restituito delle immagini nitide che si erano rivelate fin da subito utili agli inquirenti. Alcune telecamere private avrebbero inquadrato chiaramente la targa del veicolo, poi i fotogrammi della rete comunale di videosorveglianza avrebbero consentito di ricostruire l’intero percorso del furgone bianco che sarebbe arrivato, poco prima della mezzanotte, in via Ingegno, si sarebbe accostato nei pressi dell’azienda di imballaggi Termoplast, per poi ripartire, attraversare le arterie esterne del centro cittadino fino ad arrivare nella zona di Lavorate. I primi rilievi effettuati nei capannoni collassati a causa delle fiamme avevano consentito anche di rilevare la presenza di liquido infiammabile, pare non riconducibile all’attività ed ai depositi dell’azienda. Elemento che aveva indirizzato gli inquirenti verso la natura dolosa del terribile rogo.

Le fiamme erano partite dal materiale stoccato all’esterno per poi propagarsi rapidamente verso i capannoni e devastando l’intera area. In fiamme e ridotti in cenere, da una prima ricognizione, ci sarebbero vernici ed oli, materiali destinati all’imballaggio, tra cui bobine di polipropilene, cartoni, vaschette e film plastici.L’Arpac, intanto, ha installato ulteriori punti di monitoraggio.È attivo un campionatore per il monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili aerodispersi, posizionato tra il luogo dell’incendio e il centro urbano di Sarno. In questa stessa area è stato installato nel pomeriggio di ieri anche un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni medie orarie di una serie di inquinanti, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, benzene, toluene, xilene.

- Advertisement -spot_img