Un saluto emozionante, ispirato a una delle scene più celebri deL’Attimo fuggente. È accaduto lo scorso 29 maggio all’Istituto “Enrico Fermi” di Sarno, dove gli alunni della 4A hanno salutato il loro professore Giuseppe Guidone salendo sui banchi e pronunciando a gran voce: “O Capitano, mio Capitano”.
Un gesto simbolico per accompagnare l’ultimo tratto del percorso di insegnamento del docente e per ringraziarlo dei quattro anni trascorsi insieme.
La lettera della 4A
Gli studenti hanno voluto affidare il loro saluto anche a una lettera scritta a mano, nella quale esprimono stima, gratitudine e affetto per il professore.
Nel testo, la classe ricorda il percorso condiviso, le lezioni, i momenti di difficoltà e la presenza costante del docente, capace di insegnare la letteratura andando oltre la cattedra e le pagine dei libri.
Un docente e una guida
Per gli alunni, il professore Guidone non è stato solo un insegnante, ma un punto di riferimento. Nella lettera viene descritto come una guida e un maestro di vita, capace di trasmettere passione, consigli e dedizione fino all’ultima campanella.
Un saluto che chiude un capitolo importante, ma lascia negli studenti il ricordo di un esempio destinato a restare.
Il richiamo all’Attimo fuggente
Il gesto degli studenti dell’Enrico Fermi richiama la celebre scena finale deL’Attimo fuggente, con il saluto al professor Keating: «O Capitano, mio Capitano».
Un episodio simile è avvenuto anche a Bari, dove gli studenti del liceo scientifico Salvemini hanno salutato allo stesso modo il professor Gennaro Capriati, prossimo alla pensione.



