88 indagati, tra cui tre minorenni
All’alba, la Squadra Mobile di Salerno e il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Nocera Inferiore hanno dato esecuzione a due ordinanze cautelari. I provvedimenti, emessi dal G.I.P. di Salerno e dal G.I.P. del Tribunale per i minorenni, hanno riguardato complessivamente 88 persone, tra cui tre minorenni.
In particolare, 79 soggetti sono finiti in carcere e 9 agli arresti domiciliari. Tra questi, spiccano esponenti del clan Fezza-De Vivo e affiliati attivi tra Pagani, Santa Maria la Carità e Sant’Antonio Abate.
Un’operazione su vasta scala
L’operazione ha coinvolto 21 comuni in cinque regioni italiane, con l’impiego di oltre 500 agenti e militari. Alle attività hanno partecipato anche elicotteri e unità cinofile, a supporto della ricerca di armi e stupefacenti.
I reati contestati
Gli indagati devono rispondere di reati gravi:
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associazione mafiosa,
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traffico di droga,
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tentato omicidio,
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estorsione aggravata,
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riciclaggio,
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detenzione e porto abusivo di armi,
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furto e ricettazione di auto di lusso.
Tutte le accuse sono aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose.
Sequestri della Guardia di Finanza
Parallelamente, la Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro urgente su beni di valore, risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati dagli indagati.
Indagini partite nel 2023
Le investigazioni traggono origine dall’arresto, avvenuto nell’agosto 2023, di Vincenzo Confessore, ultimo capo clan rimasto in libertà. L’inchiesta ha permesso di ricostruire i rapporti con i fiancheggiatori e un tentato omicidio a Pagani, ai danni di un giovane spacciatore che aveva rifiutato di sottomettersi al clan.
Traffico internazionale di droga
Grazie alle indagini telematiche e a un Ordine di Indagine Europeo, in collaborazione con la Francia, gli investigatori hanno decriptato messaggi criptati usati dagli indagati per gestire i rifornimenti di droga da Sud America, Spagna e Olanda.
In soli 4-5 mesi, il gruppo avrebbe movimentato 600 kg di hashish, 100 kg di marijuana e 35 kg di cocaina.
Arsenale di guerra nelle mani del clan
Le indagini hanno documentato la disponibilità di un vero arsenale: Kalashnikov, fucili Skorpion, pistole di fabbricazione russa, una mitraglietta UZI e oltre 1000 munizioni. Nel covo del clan sono stati rinvenuti anche giubbotti antiproiettile, utilizzati per compiere agguati e rappresaglie.


