HomeCampaniaSalernoA 80 anni ancora in sala operatoria: scoppia il caso

A 80 anni ancora in sala operatoria: scoppia il caso

Il medico lavora come professionista esterno in una struttura privata del Salernitano. L’Udc chiede chiarezza su contratto, idoneità e sicurezza.

Continua a operare a 80 anni, eseguendo procedure chirurgiche di elevata complessità in una clinica privata accreditata. L’attività di un ginecologo del Salernitano è diventata un caso politico.

Mario Polichetti, responsabile del dipartimento Sanità dell’Udc, ha chiesto un accertamento urgente per verificare il rapporto professionale del medico e la presenza di tutti i requisiti di idoneità.

La richiesta non mette in discussione la preparazione del professionista. Il punto è capire con quale contratto continui a lavorare e quali controlli siano stati effettuati dalla struttura.

Pubblico e privato seguono regole diverse

Il ginecologo avrebbe diretto in passato un reparto di un grande ospedale pubblico. Una volta raggiunto il limite previsto per la dirigenza pubblica, il rapporto con l’ospedale si è concluso.

Questo non impedisce automaticamente di proseguire l’attività in una clinica privata. Un medico può infatti lavorare come consulente esterno, con contratto d’opera o come referente di una specifica branca.

È proprio su questo passaggio che Polichetti chiede trasparenza.

«La questione richiede un accertamento immediato», afferma. La richiesta riguarda il titolo professionale utilizzato, gli eventuali limiti applicabili e le condizioni di idoneità.

L’esperienza non sostituisce i controlli

Il professionista risulterebbe ancora abilitato a eseguire interventi mininvasivi particolarmente complessi. Una competenza maturata in decenni di attività, che non può però sostituire le verifiche previste a tutela dei pazienti.

Per operare sono necessari l’iscrizione all’Albo, la copertura assicurativa e un accordo valido con la direzione sanitaria.

La clinica deve inoltre valutare che il medico conservi nel tempo capacità, rapidità e condizioni fisiche adeguate al lavoro in sala operatoria.

Il caso resta quindi aperto. Le verifiche dovranno chiarire se l’attività venga svolta nel rispetto delle norme e degli standard di sicurezza.

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