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Micaela Ottomano, intervista alla bella giurista: “La professionalità ripaga sempre”

Micaela Ottomano è di origine pugliesi e vive tra Roma e Napoli. Dirige uno studio legale molto prestigioso e coordina le attività di molti giovani avvocati che la considerano un vero punto di riferimento. Bella, grintosa e determinata è fiduciaria di importanti gruppi assicurativi e di società telefoniche e tutela le banche dalle truffe di ogni genere. Micaela è una giurista molto apprezzata ed è stata anche membro del Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori, istituito dal Governo per volontà delle Emittenti televisive con lo scopo di migliorare la qualità delle trasmissioni dedicate ai minori, per aiutare le famiglie ed il pubblico più giovane ad un uso corretto della televisione. E’ mamma di Beatrice che lei stessa definisce “il più grande dono ricevuto nella sua vita”. 

Coordini un imponente studio legale, con più di venti collaboratori, oltre a quello di Roma, e pur non essendo napoletana ti sei imposta in un città  del Sud in cui è difficile affermarsi nel mondo del diritto, ancor di più se si è donna e anche avvenente: cosa ti ha spinto a rimanere in questo territorio e costruire il tuo futuro?

Non è stato facile e devo confessare che ho mangiato e mangio quotidianamente tanta polvere! Il nostro è un settore molto competitivo, negli anni sono stati tanti gli attacchi e le provocazioni, neanche tanto celate, giunte sopratutto da colleghi uomini. Ma alla fine la professionalità, i sacrifici e lo zelo mi hanno ripagato con gli interessi, facendomi stimare dai clienti e dai Giudici e anche da molti colleghi splendidi con cui ho ottimi rapporti di collaborazione. 

Qual è stata la pacca sulla spalla che ti ha particolarmente inorgoglito?

Quella che, metaforicamente, mi ha dato Umberto Bossi quando ero giovanissima. Ho iniziato a lavorare a 21 anni per guadagnare e non gravare sui miei genitori; ero già laureata e non pensavo a fidanzarmi o a sposarmi, ma solo ad essere indipendente e così risposi ad un annuncio di un quotidiano e mi assunsero all’ufficio legislativo della Lega, alla Camera dei Deputati. Il “Senatur” mi diceva che ero una fuoriclasse, velocissima e con una grande capacità di apprendimento e che avrei avuto un futuro brillante. 

Ricordi il momento in cui ti sei resa conto che quel sogno di affermarti professionalmente era diventato una solida realtà?

Forse lo sto capendo ora da quando da luglio 2018 è mancato il mio punto di riferimento, mio padre, che mi diceva sempre di pensare a lavorare, che tutto finisce e che non bisogna lamentarsi dei sacrifici. Era un modello per me e mi manca tantissimo. 

Quali pensi siano i tuoi punti di forza che ti abbiano permesso di diventare quella che sei oggi?

Ne sono convinta: la dedizione e il grande rispetto che ho per il mio lavoro. Prima del lavoro viene solo Beatrice, la mia principessina di 8 anni che mi ripete costantemente che da grande vuole fare il magistrato. 

Come riesci a conciliare i vari impegni lavorativi con quelli familiari?

Non è semplice, la mia bambina frequenta una scuola a tempo pieno.  Sono stata fortunata ho una figlia perfetta, serena, diligente e fa pochi capricci. E’consapevole dei sacrifici che faccio e non pretende mai nulla. 

Hai molti collaboratori, che rapporto hai con loro?

Sono molto dura, lo riconosco qui da me è peggio di stare in caserma (sorride, ndr). I genitori dei giovanissimi praticanti mi mandano i figli appositamente per farli maturare non solo dal punto di vista giuridico, da me è una vera e propria scuola di vita, i più volenterosi resistono e ottengono grandi risultati. Con tanti di loro sono nati splendidi rapporti di stima e di amicizia. 

Della società di oggi cosa ti fa più paura?

Sono in tanti ad essere fagocitati da ritmi assurdi, c’è tanta improvvisazione e poco rispetto per gli altri. Io convivo con la mia anima tranquilla, mi prefiggo degli obiettivi e cerco di dare il massimo. Non sono inquieta, adoro cenare con gli amici e “fuggo” dalla mondanità sfrenata. Frequento gli eventi e i party solo quando ho determinate garanzie. 

Quali altri traguardi ti piacerebbe raggiungere in futuro?

Ho un sogno nel cassetto, certo ! Ma non lo svelo per scaramanzia. 

Se guardi invece al passato, c’è qualche esperienza lavorativa che non rifaresti o che faresti in modo diverso?

Rifarei tutto, forse l’unica cosa di cui mi rammarico che avrei dovuto continuare a vivere a Milano città moderna che mi rispecchia per ritmi professionali.  

A chi senti, oggi, di dover dire grazie?

Senza dubbio a mio padre, il mio angelo. Subito dopo la laurea, a 21 anni, mi ha detto: “Io ti ho dato tutto, ora dimostrami che sai anche fare”!

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