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Siri non è più sottosegretario, nessun voto in Cdm

Il sottosegretario leghista Armando Siri, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, indagato per corruzione, è fuori dal governo. È durata oltre due ore a palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri. Il dibattito è stato quasi del tutto assorbito dal caso della revoca del sottosegretario Siri.

La revoca dell’incarico al sottosegretario della Lega Armando Siri è avvenuta senza una votazione del Consiglio dei ministri, secondo la procedura prevista dalla legge. La rimozione di un sottosegretario, come dimostra anche il precedente di Vittorio Sgarbi, segue infatti una procedura analoga a quella della sua nomina, stabilita dall’articolo 10 della legge 400 del 1988: «I sottosegretari di Stato sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro che il sottosegretario è chiamato a coadiuvare, sentito il Consiglio dei Ministri». Nel caso di Siri, la revoca è stata proposta dal premier Giuseppe Conte, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, sentito il Cdm. Ora il decreto arriverà alla firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma il passaggio, come confermato da alcuni precedenti, è solo formale. 

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