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Via la cittadinanza a Mussolini

Sarno «caccia» Mussolini. Via la cittadinanza onoraria e la città si spacca tra favorevoli e contrari. Sarà cancellato il nome del Duce dal catalogo dei cittadini onorari di Sarno, il primo passo è stato già compiuto dalla giunta comunale del sindaco Giuseppe Canfora che ha disposto la revoca della delibera di giunta del 23 maggio 1923. L’ ulteriore tassello dovrà aggiungerlo il consiglio comunale per la ratifica della stessa e la revoca della delibera dell’assise del 3 giugno 1923. La notizia si è diffusa rapidamente nella mattinata di ieri, durante le celebrazioni del 25 aprile e sulla vicenda ha manifestato perplessità il gruppo Potere al Popolo dell’ Agro Sarnese Nocerino. «Ci sono voluti 5 anni – hanno tuonato – peccato sia stata scelta la strada sbagliata. Questo provvedimento non avrà alcun valore effettivo poiché è il consiglio comunale che ha competenza nel concedere e revocare la cittadinanza onoraria, e ora non può più essere convocato: tra un po’ si vota, bisognerà aspettare ancora». È sicuro della decisione il sindaco Giuseppe Canfora che aveva già da tempo annunciato la revoca dell’onorificenza e spiega che gli atti da revocare sono due, uno della giunta e uno del consiglio. «Nel 1923 – dice – la Giunta conferì la cittadinanza onoraria e successivamente il consiglio comunale ratificò la decisione. Quindi, entrambe le delibere, devono essere revocate. Abbiamo compiuto il primo passo, il mio esecutivo ha già proceduto. Non possiamo essere la città di Giovanni Amendola e, poi, avere come cittadino onorario il mandante del suo assassinio». Articolata la delibera di revoca. «La cittadinanza onoraria – si legge – si conferisce quale manifestazione di riconoscimento onorifico, a chi, pur non essendo iscritto all’ anagrafe comunale, o non sia originario per nascita, sia persona onorata ed esempio per i giovani e per la cittadinanza. È evidente che la figura di Mussolini, che pur appartiene alla storia della nostra nazione, sia stata oggetto di un generale e condiviso giudizio negativo e costituisce un cattivo esempio per i giovani e per le generazioni future in quanto, come capo del regime fascista e responsabile politico, attuò provvedimenti, leggi e azioni soppressivi delle libertà civili, politiche e sociali, negò diritti, perseguitò esponenti di minoranze politiche che non condividevano le sue stesse idee; agevolò, dopo la promulgazione delle leggi razziali, la persecuzione, la cattura e il trasferimento nei campi di concentramento di molti cittadini italiani ebrei.

LA STORIA

Secondo numerosi storici, Mussolini fu considerato anche il mandante politico dell’aggressione a Giovanni Amendola, originario di Sarno, a cui è intitolata l’ aula consiliare del Comune di Sarno, deputato della Repubblica italiana, che dopo una lunga serie di intimidazioni ricevute per le sue idee e azioni contrastanti con il regime fascista, all’ inizio del 1925, venne ucciso, a soli 43 anni, da un gruppo di quindici uomini armati di bastone in località La Colonna a Pieve a Nievole.

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