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Di Lauro, dopo arresto boss si punta alla rete fiancheggiatori

Il giorno dopo l’arresto di Marco Di Lauro, il rampollo del clan di Secondigliano, alla periferia di Napoli, che e’ stato latitante per 14 anni, l’attenzione degli investigatori è ora rivolta a far luce sulla “rete di fiancheggiatori”, ovvero a quanti gli hanno fornito aiuto. Ora gli inquirenti vogliono ricostruire tutti i movimenti dell’uomo che nel pomeriggio di ieri è stato bloccato in un modesto appartamento di via Emilio Scaglione, a pochi chilometri di distanza da quello che era il quartiere generale dell’organizzazione che agli inizi degli anni 2000 controllava lo spaccio della droga nell’area a nord del capoluogo campano.
Un clan che e’ stato decimato dai numerosi arresti. Di Lauro e’ stato sorpreso in un appartamento arredato senza alcun lusso ed aveva scelto, hanno evidenziato gli investigatori, di confondersi tra la gente comune. Intorno al suo alloggio non sarebbero state trovate delle telecamere. Ora si lavora per capire da quando tempo fosse in quell’appartamento. Per questo, fanno sapere gli investigatori, verranno messe a sistema tutte le informazioni che sono state acquisite.

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